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Ho sempre saputo di essere una persona creativa, al di la delle considerazioni di valore, poiché ho sempre voluto essere al centro dell'attenzione altrui grazie alle manifestazioni della mia creatività: un disegno, una poesia recitata, un tema ben scritto, una fotografia. La soddisfazione che "il creativo" trae dalla considerazione del proprio lavoro è la molla che lo spinge a migliorarsi, a tentare di conquistare il suo pubblico. Quindi lo confesso: questo sito è un'altra manifestazione del mio egocentrismo ma... l'idea che mi ha spinto alla creazione de "Le camere comunicanti" è quella di realizzare uno spazio in cui mettere in contatto le Idee in un epoca durante la quale c'è uno svilimento del linguaggio audiovisivo, dei contenuti, del cinema come mezzo di comunicazione e interpretazione del reale. La tecnologia digitale permette ai nostri giorni la commercializzazione su vasta scala di videocamere e software di montaggio sempre più sofisticati ma la previsione di una democratizzazione del mezzo cinematografico non si è avverata. E neanche la previsione dell'incremento di conoscenza del linguaggio audiovisivo da parte delle masse, ora in grado esperire in prima persona i mezzi e i meccanismi che costituiscono lo stesso linguaggio audiovisivo, ha trovato riscontri. La diffusione dei mezzi di produzione audiovisivi ha invece prodotto una miriade di filmatini su incidenti, disavventure, scandali, atrocità, volgarità. Tanta è la voglia di conquistarsi l'attenzione altrui e poca la considerazione per la costanza e l'impegno che, invece di esercitarsi per realizzare un prodotto interessante, si cerca e addirittura si produce la nefandezza per poi riprenderla: stupri, pestaggi, etc. Questo è successo e succede continuamente sul versante dei "non professionisti", contemporaneamente il cinema con la C maiuscola ha trovato nuova linfa nello sfruttamento dell'immagine digitale e dalle opportunità che fioriscono dalla sua eloborazione ma... purtroppo... quasi esclusivamente nel tentativo di costruire un grossissimo, potentissimo, fighissimo fuoco d'artificio. Il ramo effetti speciali di un film ora conta una serie di figure professionali solamente pochi anni fa assolutamente sconosciute. La corsa agli armamenti digitali è in pieno svolgimento. Gli studios si vantanto di girare scene di massa con pochi attori, di far recitare personaggi immaginari completamente elaborati al computer, di aver liberato la fantasia del regista dalle costrizioni della realtà. E purtroppo sembra proprio che il cinema si allontani dalla realtà e dalla comunicazione di senso avvicinandosi ad una regressiva immaginazione sensibile (che dopo un po' rompe i coglioni diciamocelo). Ma il mezzo digitale non è in se regressivo. Proprio grazie a questa nuova tecnologia e alle sue molteplici possibilità di sfruttamento sono qui dove voi potete leggere quello che scrivo, vedere i miei cortometraggi, commentare i miei post, scrivermi mail, chiedere e darmi consigli, condividere informazioni e saperi. Le camere comunicanti è il luogo in cui tento di sottrarmi e di sottrarre quello che faccio dalle tendenze che ho descritto, nella speranza di comunicare al maggior numero di persone, tentando di migliorare e di esprimere sempre e comunque la mia posizione. Marco Bergami 
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