La fuga dei cervelli
NON SI PUÒ VIVERE SENZA... JOHN CASSAVETES PDF Stampa E-mail
mercoledì 14 aprile 2010

Segnalo una lodevole rassegna, ormai già iniziata ma meglio tardi che mai: NON SI PUO VIVERE SENZA... JOHN CASSAVETES. Realizzata in collaborazione tra La libreria del cinema di Roma, la Roma Lazio Film Commission e il cinema romano Alcazar. Ecco elencati gli ultimi due appuntamenti:

 

  • RASSEGNA "NON SI PUO' VIVERE SENZA..."
    giovedì 22 aprile 2010
    LIBRERIA DEL CINEMA E CINEMA ALCAZAR con il sostegno della ROMA LAZIO FILM COMMISSION presentano

    "NON SI PUO' VIVERE SENZA...JOHN CASSAVETES"
    ore 20.00 Libreria del Cinema per un aperitivo aspettando il film
    ore 21.00 Cinema Alcazar
    Opening Night (La sera della prima, 1978)
    con Gena Rowlands, John Cassavetes (138’ versione originale, sottotitolata)
  • RASSEGNA "NON SI PUO' VIVERE SENZA..."
    giovedì 15 aprile 2010
    LIBRERIA DEL CINEMA E CINEMA ALCAZAR con il sostegno della ROMA LAZIO FILM COMMISSION presentano
    "NON SI PUO' VIVERE SENZA...JOHN CASSAVETES"
    ore 20.00 Libreria del Cinema per un aperitivo aspettando il film
    ore 21.00 Cinema Alcazar
    Shadows (Ombre, 1959)
    con Lelia Goldoni, Ben Carruthers (79’ versione originale, sottotitolata)

Numero di commenti (2) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo...

 
Il profeta PDF Stampa E-mail
martedì 13 aprile 2010

Il profetaVisto Il profeta (Un prophète) di Jacques Audiard al cine. Il film è veramente ben fatto; la maestosa, terribile epopea di un disgraziato che dai gradini più bassi delle classi sociali interne ad una prigione, assurge a condottiero... o meglio boss. Il fatto che il protagonista organizzi un giro di spaccio interno al carcere ed esterno ad esso, alleandosi con altri criminali, è un fatto naturale, organico al tentativo di arrivare più in alto (questo perlomeno è quello che vorrebbero farci intendere). La volontaria sospensione di giudizio a cui il film ci constringe è però, a mio avviso, una grande pecca; l'immedesimazione in un criminale, per quanto vessato, per quanto giustificato, per quanto "buono" con i suoi amici non può sostituire un fatto oggettivo: alla fine del film abbiamo gioito per l'ascesa del protagonista e giustificato i suoi atti criminali (compiuti  a scapito della società civile e non solo per vendetta) senza neanche accorgercene. Il protagonista, al contrario di quello che impone il topos del genere gangster, alla fine non muore vittima della sua stessa ingordigia: diventa un boss rispettato...

Apologia del crimine nascosta tra le pieghe di un film d'azione? Probabilmente sì.

Numero di commenti (0) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo...

 
© 2018 www.lecamerecomunicanti.com
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.